Aneto: la pianta aromatica che profuma di Nord e di tradizione

Credit ph. Pixabay

Dalle proprietà benefiche ai segreti in cucina: guida all’erba aromatica che trasforma ogni piatto in un’esperienza gourmet

Sottile come un ricamo, piumoso e dal colore verde vibrante: se vi è capitato di scambiarlo per il finocchietto selvatico a un primo sguardo, non siete i soli.
Eppure, basta sfiorarne delicatamente le foglie per capire che l’aneto ha caratteristiche uniche e inconfondibili, come ad esempio il profumo inconfondibile che oscilla tra la freschezza pungente dell’anice e la dolcezza degli agrumi.

Ma che cos’è esattamente l’aneto, quali sono le sue proprietà e, soprattutto, quali sono i migliori usi dell’aneto in cucina per non sprecarne neanche una sfumatura?


Che cos’è l’aneto? La carta d’identità aromatica

Immagine di 8photo su Freepik

L’aneto (Anethum graveolens, il nome del genere deriva dal greco « anethon » anice, il quale deriva a sua volta dall’antico egizio, fonte: Wikipedia) è una pianta aromatica annuale dai piccoli fiori molto simile al finocchio selvatico. Sebbene sia il protagonista indiscusso delle cucine del Nord Europa e della Scandinavia (pensate al celebre salmone marinato), le sue radici affondano nel Mediterraneo e nell’Oriente.

Le sue foglie sono formate da più foglioline filiformi, che sono disposte in maniera regolare; ha piccoli fiori gialli, riuniti in ombrelle, il cui aroma è più intenso di quello delle foglie. 

OrtoallafranceseTenutadelCigno3

Per crescere bene e in maniera vigorosa l’aneto necessita di frequenti annaffiature, di terreno ben drenato esposto al sole e al riparo da vento e gelo.

Nell’Orto alla Francese della nostra Tenuta del Cigno, lo coltiviamo rispettando i suoi ritmi naturali: qui, tra i sentieri geometrici e i profumi delle erbe officinali, l’aneto cresce rigoglioso, offrendo foglie fresche e semi aromatici che racchiudono tutta la nostra passione per le materie prime d’eccellenza.


Proprietà dell’aneto: molto più di un semplice profumo

Cercare l’aneto significa spesso cercare un alleato per il benessere. Fin dall’antichità, infatti, questa pianta è nota per le sue preziose virtù:

  • Favorisce la digestione: è una delle erbe migliori per contrastare gonfiore addominale.
  • Effetto rilassante: un infuso di aneto è un antico rimedio naturale per conciliare il relax.
  • Ricchezza minerale: è una fonte naturale di calcio, magnesio e ferro, oltre a contenere antiossidanti.

Usi in cucina: come valorizzarlo

L’aneto è l’ingrediente segreto che trasforma un piatto semplice in un’esperienza da gourmet. L’importante è non cuocerlo troppo. E’ infatti un’erba molto timida, che perde il suo carattere se esposta a temperature elevate per lungo tempo. 

Ecco qualche consiglio per utilizzarlo al meglio in cucina: 

  1. Usarlo sempre a crudo: aggiungerlo solo alla fine della preparazione.
  2. Abbinamenti elettivi: si sposa divinamente con pesci grassi (baccalà, salmone), legumi, patate e salse a base di yogurt o formaggi cremosi.
  3. Il tocco balsamico: crea un contrasto sublime se accostato a condimenti che giocano tra dolcezza e acidità.

La ricetta d’autore: mezzi rigatoni, baccalà, zucca e aneto 

In questo piatto, la freschezza dell’aneto incontra la cremosità della zucca e la sapidità del baccalà, il tutto sigillato dalle note nobili del condimento bianco Prelibato Riserva, della maison Acetaia Malpighi, invecchiato 8 anni in botti di frassino.

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 g di mezzi rigatoni
  • 250 g di baccalà dissalato
  • 150 g zucca delica cruda a cubetti
  • olio extravergine d’oliva
  • 1 foglia di alloro
  • burro qb
  • uova di lompo
  • foglioline di aneto e prezzemolo
  • Condimento Bianco Prelibato Riserva Acetaia Malpighi

Preparazione:

Preriscaldate il forno a 180 gradi. Preparate un cartoccio con un foglio di alluminio e sistemate il baccalà, condite con olio evo, pepe nero e una foglia di alloro. Chiudete il cartoccio e cuocere 20 minuti. Una volta sfornato privatelo della pelle e spezzettatelo ottenendo dei fiocchi di polpa.

Nel frattempo cuocete la zucca per 15 minuti con poca acqua e un pizzico di sale. Frullate con il minipimer e condite con olio evo. Lessate i mezzi rigatoni in acqua salata tenendo la cottura indietro di un paio di minuti.

In un tegame mettete il baccalà con la sua acqua di cottura, una noce di burro e saltare la pasta al dente. Una volta spenta la fiamma profumate con qualche goccia di Condimento Bianco Prelibato Riserva e una macinata di pepe nero. Servite con una base la crema di zucca su cui disporre la pasta mantecata al baccalà.

Decorate con uova di lompo, aneto e prezzemolo.

Ricetta di Elena Bruno (@elena_ilgdc)